Letteratura Elettronica

eLiterature

L'ultima performance in Internet di Lello Masucci:

POESIA SENZA LINGUA

OLE Officina di Letteratura Elettronica

PAN 20 - 21 gennaio 2011

 
 

LETTERATURA ELETTRONICA: STATO DELL'ARTE

di Fabio De Vivo
UniversitĂ  di Macerata

In questo articolo si sintetizza l'attuale stato dell'arte della ricerca nazionale ed internazionale nell'ambito della Letteratura Elettronica (Electronic Literature o eLiterature).

La definizione di eLiterature è ancora un problema irrisolto. Il saggio di N. Katherine Hayles "Electronic Literature: What is it?" (2007) insieme alla ELO (Electronic Literature Organization) ha fatto chiarezza sul fenomeno, tant'è vero che sull'enciclopedia libera americana wikipedia è sparita la dicitura "this article or section is in need of attention from an expert on the subject", ma l'articolo rimane ancora ad un livello prettamente embrionale. La definizione è passata da "work with an important literary aspect that takes advantage of the capabilities and contexts provided by the stand-alone or networked computer" (definizione precedente di Hayles) a "a literary genre consisting of works of literature that originate within digital environments". Si è cominciato quindi a parlare non tanto di un genere correlato a computer o reti di computer, bensì ad ambienti digitali.

La classificazione dei generi rimane ancora un punto ostico, per assenza di studi specifici su alcuni generi e per l'aspetto interdisciplinare della eLiterature. N. Katherine Hayles, Joseph Tabbi, George P. Landow, J. David Bolter, Mark Bernstein, Espen J. Aarseth e la ELO hanno dato il loro importante contributo critico, ma siamo ancora distanti dalla definizione di una classificazione chiara. Se generalmente si conviene che sono generi di eLiterature la Hypertext(ual) Fiction, la Hypertex(ual) Poetry, la Kinetic Poetry in Flash,  la Interactive Fiction, i Chatterbots, i Narrative Blogs e la Collective Narrative, mentre non è definibile tale il Cybertext, più difficile risulta posizionare forme miste e cangianti quali la Digital Poetry, la Video Poetry, la Net-Poetry le MUVE Narration e ancora più arduo risolvere le contraddizioni che nascono nel momento in cui si parla di macroinsiemi quali la Letteratura Ergodica o la NetArt. La ricerca scientifica internazionale, in particolar modo ma non esclusivamente nelle figura di N Katherine Haykles, Electronic Literature: New Horizons for the Literary (2008) e Joseph Tabbi, «On Reading 300 Works of Electronic Literature»  (2009),  stanno lavorando a tal riguardo.

Tra i vari generi di eLiterature, l'attenzione critica internazionale da anni si focalizza sulla Hypertext Fiction, come attestano i tanti ed autorevoli saggi critici esistenti. In particolar modo, il professore George P. Landow della Brawn University dagli anni Novanta studia con attenzione il fenomeno dell'ipertesto e dell'ipertesto narrativo con volumi quali Hypertext : The Convergence of Contemporary Critical Theory and Technology (1991), The Digital Word (1993), Hypermedia and Literary Studies (1994), Hyper/Text/Theory (1994), Hypertext 2.0 (1997), Hypertext 3.0 (2005). Nello specifico la ricerca del prof. Landow, rinomato critico e teorico, pionere nell'ambito della eLiterature nonché una delle più importanti figure nel campo dell'ipermedia e dell'ipertesto, analizza gli effetti delle tecnologie digitali sul linguaggio e dei media elettronici sulla letteratura. Per ciò che concerne gli altri generi di eLiterature, il Narrative Blog se pur diffusissimo e tra le prime forme di Letteratura Elettronica a prender vita, è un fenomeno così consolidato quanto poco considerato a livello teorico. In quest'ultimi anni, l'attenzione della ricerca internazionale si è posta inoltre su generi quali la Interactive Fiction, dove a tal riguardo il portale Dreaming Methods è una raccolta autorevole di tali opere, sui romanzi collettivi, progetti di collaborazione in tal senso continuano a nascere (un esempio tra diversi è il progetto italiano "La torre di Asian", romanzo collettivo ambientato in Second Life) e la ePoetry, approdata ormai da diversi anni anche alla Biennale di Venezia grazie al lavoro della poetessa Caterina Davinio e il cui luogo, tra i tanti, e rintracciabile nel Museo del Metaverso di Second Life. Infine un progetto recentissimo (Ottobre 2009), tutt'ora in fase di svolgimento, il cui fondatore è Mario Gerosa, professore, scrittore e caporedattore di Condenast Italia SpA, sta raccogliendo tutte le opere di web-letteratura italiana in una volume antologico intitolato Antologia della web letteratura italiana la cui data di pubblicazione è prevista per il 2010.

La ricerca internazionale di più alto livello si sta attualmente muovendo nelle seguenti direzioni:

Katherine HAYLES, esperta di letteratura postmoderna, letteratura americana e letteratura elettronica e professoressa ordinaria nonché direttrice della Facoltà di Letterature Comparate alla Duke University, Hayles focalizza la sua ricerca sulle relazioni tra scienza, letteratura e tecnologia. Inizialmente con Technocriticism and Hypernarrative (1997), raccolta critica di saggi sulla Hypertext Narrative , tra i quali contributi di Michael Joyce e Joseph Tabbi, la Hayles indirizza la sua ricerca sull'analisi critica dell'ipertesto narrativo. Il suo blasonato «Electronic Literature: What is it?» (2007) si pone a livello internazionale come il primo saggio critico compiuto sulla Electronic Literature. Nella posizione di direttrice della Electronic Literature Organization nel quinquennio 2001-2006, la Hayles contribuisce alla pubblicazione della prima raccolta compiuta di opere di eLiterature: Electronic Literature Collection - Volume I (2006) raccoglie trecento esempi di eLiterature. Con il suo ultimo saggio Electronic Literature: New Horizons for the Literary (2008), supportata dalla sua esperienza in ambito eLearning, la Hayles pubblica un volume intenzionalmente progettato con lo scopo di portare la eLiterature nelle classi scolastiche. La struttura teorica di quest'opera punta a far comprendere come la letteratura elettronica seppur attinge dalla tradizione della stampa necessita di nuove strategie di lettura e interpretazione.

Joseph TABBI, esperto di letteratura postmoderna, letteratura americana, letteratura elettronica e scienze cognitive e professore ordinario presso la University of Illinois at Chicago, Tabbi focalizza la sua ricerca sul rapporto tra la letteratura, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e le scienze cognitive. Con il suo citatissimo volume Cognitive Fiction (2002), continuazione dell'analisi critica iniziata otto anni prima con Postmodern Sublime (1996), Tabbi analizza gli effetti delle TIC sulla Letteratura Americana Contemporanea correlando tale analisi con lo studio delle modalità in cui le tecnologie dell'informazione e delle comunicazione si mescolano con i modelli cognitivi. Nella posizione di attuale direttore delle Electronic Literature Organization e di critico letterario, con Toward a Semantic Literary Web (2007) Tabbi offre un'attenta analisi su come porsi criticamente e operativamente (PAD: Preservation, Archiving, and Dissemination ) nei confronti della Electronic Literature. Il suo ultimo sforzo, «On Reading 300 Works of Electronic Literature» (2009), è infine una profonda riflessione sulla qualità attuale delle eLiterature e sull'obietto della stessa.

George LANDOW, esperto di letteratura vittoriana, letteratura elettronica, ipertesto e ipermedia e professore ordinario presso la Brawn University, Landow focalizza la sua ricerca sull'ipertesto e l'ipermedia e il loro valore epistemologico. Con Hypermedia and Literary Studies (1994), Landow riflette sulle opportunità teoriche e pratiche e sulle sfide sollevate dalla convergenza tra sistemi ipermediali e testo scritto tradizionale, spaziando dalla teoria e progettazione di ipermedia letterari alle possibili applicazioni creative in ambito poetico e narrativo.  Contemporaneamente con Hyper/Text/Theory (1994), Landow descrive le nuove frontiere della Information Technology e le sue relazioni con il lavoro di alcuni teorici letterari (Derrida, Barthes) allo scopo di esplorare profondamente le implicazioni della letterature ipertestuale per la teoria della letteratura contemporanea avallando la tesi dell'esistenza di una nuova teoria della tecnologia della scrittura elettronica. Con il suo blasonato Hypertext 3.0 (2005), rivisitazione ed estensione del pretendente Hypertext 2.0 (1997), Landow mette insieme per la prima volta il mondo della teoria letteraria e quello della teoria del computer technology. In questo ricco volume (436 pagine), Landow spazia dalla la teoria del de-centramento di Derrida (l'ipertesto è un sistema decentrato e ricentrabile) alla concezione del "readerly" versus "writerly" text di Barthes (testo chiuso VS testo aperto); dalla analisi delle tecnologie Internet-related a come la tecnologia sta contribuendo alla riconfigurazione del testo, dell'autore e dell'educazione letteraria; dall'impatto dell'ipertesto sulla letteratura e sulla pedagogia alla relazione tra letteratura contemporanea e teoria sociale.

David BOLTER, esperto in New Media, Technology in Education, Computers in the writing process, Augmented Reality, Digital Art and Design; direttore del Information Design and Technology Project ; direttore del Writing Program of the School of Literature e professore ordinario presso il Georgia Institute of Technology, Bolter focalizza la sua ricerca sull'applicazione delle nuove tecnologie alle discipline umanistiche, cercando di individuare un punto di unione tra la "Galassia Gutenberg" (testo stampato) e l'"Universo Informatico". Il suo interesse principale riguarda l'impatto dei computer sulla cultura ed il loro utilizzo come medium innovativo per la comunicazione verbale, testuale e visiva. In quest'ottica, con Writing Space (2001), che prende l'abbrivio dal precedente Remediation - Understanding New Media (2000), Bolter analizza la relazione che intercorre tra stampa e nuovi media sostenendo, in controtendenza con la critica tradizionale, la teoria della "ri-mediazione", ossia di come l'ipertesto ed altre forme di letteratura elettronica non facciano altro che rimodellare le forme e i generi della stampa. Con Windows and Mirrors (2003), Bolter espande le frontiere della sua ricerca analizzando l'importanza dell'arte digitale e soffermandosi sui concetti del trasparente e del riflettente tipici dell'interfaccia. Reificando le sue speculazioni teoriche, Bolter ha ideato un progetto che sfrutta le potenzialità della Digital Art creando con Macromedia Director un ambiente virtuale denominato DART ( The Designer's Augmented Reality Toolkit ) con lo scopo di incrementare l'apprendimento informale e le capacità di espressione artistica attraverso l'uso dell'arte digitale.

Michael JOYCE, scrittore, critico, teorico della Hypertext Fiction e professore di inglese e di studi multimediali al Vassar College di New York, con l'ipertesto narrativo Afternoon: a Story (1987) Joyce ha dato vita alla prima opera seria di narrativa ipertestuale, raggiungendo subito l'apprezzamento internazionale. Joyce è considerato il precursore della narrativa ipertestuale e parallelamente alla sua vocazione di scrittore, da diversi anni Joyce s'impegna nello studio, sviluppo e diffusione della narrativa ipertestuale. Con il saggio critico Of two minds: hypertext pedagogy and poetics (1995), Joyce vota la sua ricerca all'esplorazione di come le nuove tecnologie, i nuovi media e le nuove metodologie possano supportare l'insegnamento e l'apprendimento. Al suo lavoro di ricerca, e in particolar modo a questa sua opera, si deve il conio dell'espressione "Theoretical Narrative". In paticolar modo in questo testo, l'autore sottolinea inoltre come l'ipertesto crei una topografia testuale che implica nuove modalità di pensare il concetto stesso di testo. Con Othermindedness: the emergence of network culture (2000), Joyce offre un altro egregio esempio di "Theoretical Narrative", ossia un testo in cui la teoria diviene narrativa, focalizzando la sua ricerca non solo sulla narrativa ipertestuale, ma indirizzandosi anche verso la narrativa interattiva. Inoltre, con David Bolter, Michael Joyce è l'ideatore e il creatore del famoso tool per la scrittura di narrativa ipertestuale Storyspace.

Caterina DAVINIO, pionere della Digital Poetry, poetessa e teorica di ePoetry e NetArt, grazie alla partecipazione e collaborazione come curatrice a vari progetti della Biennale di Venezia (in sei edizioni dal 1997 al 2009), ha portato l'ufficializzazione del genere ePoetry e NetPoetry in Italia, risultato del suo serio e continuativo lavoro in quest'ambito dal 1990. Con la sua raccolta critica Tecno-Poesia e realtà virtuali (2002), Davinio ha contribuito a portare alla ribalta internazionale la ePoetry. Il suo ultimo progetto Virtual Mercury House - Planetary & Interplanetary Events (2009), sviluppatosi in seno agli eventi collaterali della prestigiosa Biennale di Venezia, è stato un insieme di happening virtuali internazionali di Net-Poetry la cui community di quasi 800 iscritti è presente sull'omonima pagina pubblica di Facebook.

© Fabio De Vivo

FUTURO DELLA POESIA DIGITALE: TRA MACCHININO E UMANO, TRA GLOBALE E LOCALE
di Giovanna Di Rosario
UniversitĂ  di Barcellona

 

Letteratura digitale: Due conferenze sulla letteratura digitale, una appena conclusa, l'altra che sta per iniziare di poesia digitale italiana. Parliamo anche di un poeta elettronico italiano: Lello Masucci

La settimana scorsa si è concluso a Valencia, in Spagna, un seminario molto importante e interessante sulla Letteratura Digitale, organizzato dal gruppo di ricerca Hermeneia (www.hermeneia.net). L'evento ha avuto luogo all'interno del XXXVIII Premis Octubre della città di Valencia (http://www.octubre.cat/activ_fitxa.php?id_activitat=843 ). Studiosi, critici, scrittori digitali e il pubblico (in gran parte composto da studenti universitari, ma non solo) hanno discusso della creazione letteraria digitale, di come approcciare questo nuovo tipo di testo, di quali siano le incertezze, i dubbi e le frustrazioni che questa "nuova" letteratura sembra prospettare. Infine, si è parlato del futuro di una letteratura che si è visto nelle settimane passate avere poco più di cinquanta anni. La prossima settimana e precisamente dall' 8 al 10 novembre l'università di Bergen in Norvegia (dove ha sede la in Electronic Literature in Europe) ospiterà, anche quest' anno, una conferenza sulla letteratura digitale, vi parteciperanno alcuni dei nomi più famosi della creazione digitale europea e nord-americana.

Quanto all' esperienza italiana vorrei parlare oggi di "Poema notturno rosso", ultimo lavoro del Maestro Lello Masucci. "Poema notturno rosso" rappresenta un' idea di arte globale e macchinina, che, allo stesso tempo, suggerisce una visione fortemente privata e singolare della lettura dell'opera poetica: esemplificando la nostra cultura occidentale così globale ma anche fortemente locale.

Per essere creata, per divenire poesia, "Poema notturno rosso" ha bisogno della tecnologia di un software. La presenza macchinica impone una spiegazione d'uso del testo poetico. Lo stesso autore la fornisce al suo "lettore", il quale, nel momento stesso che accetta il patto di lettura propostogli, cessa di essere un semplice lettore dell'opera e ne diviene co-autore.

Come funziona: una volta entrati in http://www.poesianumerica.net, ciascun internauta può creare la sua poesia cliccando in punti diversi del riquadro blu posto al centro della finestra. Dei semplici click di mouse disegnano strane forme, composte da piccole carte rosse, che conquistano lo spazio blu.

Fig. 1 "Poema notturno rosso".
Una volta che l'internauta smette di cliccare nello spazio blu, il suo componimento poetico è creato. L'internauta ne conosce la sua forma, è lui che l'ha tracciata, ma il suo contenuto gli è ignaro. Le piccole carte rosse sono tracce del linguaggio poetico, il disegno il simulacro del contenuto. L'internauta è autore della sua poesia, che è una poesia unica ed irripetibile, ciascun internauta propone la sua forma alla poesia, ma, contemporaneamente gli è impedito di modificarne le sue parti, di trasformarla, correggerla: tutte azioni che normalmente un autore fa con il proprio testo. Inoltre, l'autore in questo caso è un autore mutilato, privo non solo del controllo del testo ma anche del contenuto che non può modificare né tanto meno conoscere. Finito il suo componimento l'internauta deve "stampare" virtualmente il testo premendo il tasto "k" nella tastiera, come indicato nelle istruzioni per poi incollare l'immagine copiata in un programma di trattamento immagini come Paint, Photoshop, etc. Una volta salvata l'immagine deve spedirla ad un indirizzo di posta elettronica. Le istruzioni d'uso sono comuni nelle poesie elettroniche, creazioni considerate complicate. In questo caso però Lello Masucci si spinge oltre e rende il "manuale" d'uso necessario alla creazione: senza l'indirizzo della posta elettronica il componimento poetico non è in realtà compiuto. Infatti "Poema notturno rosso"è il risultato dell'assemblaggio dei vari frammenti poetici inviati al Maestro Masucci. Dunque, "Poema notturno rosso" nella sua forma si compone di 3 categorie di autori: l'ideatore del progetto, Lello Masucci, gli internauti che cliccando sullo schermo formano i singoli pezzi del testo poetico, e il software stesso. Siamo, quindi, in presenza anche di una enunciazione macchinica poiché è il programma che associa al singolo click elementi minimi del linguaggio. "Poema notturno rosso" è una poesia collaborativa, dove nessuno degli autori può avere un reale controllo sul testo. Lello Masucci rinuncia in parte alla suo ruolo di autore, lasciando agli internauti il compito di tracciare la poesia. Questi a loro volta creano singole forme poetiche, di cui però ignorano il contenuto, che è scritto dal programma, il quale associa all'ordine umano (cliccare in un determinato punto dello spazio creativo) un elemento minimo del linguaggio. Lello Masucci si riappropria del suo ruolo di autore solo nel momento finale della creazione: nell'assemblare i frammenti poetici, nel ri-costruire il testo, nel ri-formarlo: la poesia sfugge alla sua autorità.

"Poema Notturno Rosso" si presenta come un ossimoro sia nella forma che nel contenuto: da un lato propone una creazione collaborativa e macchinina, ma la letteratura e la poesia sono la quintessenza della creazione umana e, quindi, considerate all'opposto delle scienze e del meccanico. Dall'altro il titolo stesso si offre come chiave di lettura, accostando due termini in forte antitesi tra di loro: notturno / rosso. Nuovo Pierre Menard, moderno Bartleby, Lello Masucci riscrive testi disegnati da autori differenti, poesie antitetiche tra loro plasmate dalla soggettività di un software. Sarà dunque il lettore del testo finale a poter trovare un senso nell'opera, il solo che può rintracciarne un significato fortemente unico e personale. "Poema notturno rosso" propone una creazione e una lettura orizzontale e non più verticale: evidenzia artisticamente il carattere intrinsecamente democratico di internet. L'autore diviene co-autore e infine lettore di un'opera collettiva e macchinica alla quale potrà dare senso solo nel momento in cui l'autore stesso diviene lettore.

Giovanna di Rosario IN3 - Barcellona e Università di Jyväskylä (Finlandia)

 

LETTERATURA DIGITALE

Giovanna Di Rosario 13 novembre 2009, 15:03

In questo articolo parleremo del Festival Internazionale di "E-poetry" che si è svolto a Barcellona lo scorso Maggio e della poesia elettronica italiana che ha avuto ampio spazio all'interno del Festival medesimo

La settimana scorsa abbiamo conosciuto un poeta elettronico italiano Lello Masucci e la sua creazione poetica macchinica, "Poema Notturno Rosso". Abbiamo visto come tramite l'uso di un software e la collaborazione dei lettori/autori Masucci abbia creato un nuovo tipo di testo poetico che è al contempo macchinico e collaborativo, ma che prevede e necessita una lettura personale e soggettiva.




Il lavoro di Masucci, dopo essere stato esposto in Aprile al PAN Palazzo delle Arti di Napoli, nell'ambito della mostra "Poesia/Ultimo taglio", è stato presentato in una performance in collegamento video sempre da Napoli, nel corso del festival internazionale di poesia elettronica "E-poetry 2009" ( http://www.e-poetry2009.com/ ) organizzato dal gruppo di ricerca Hermeneia ( www.hermeneia.net ) e tenutosi a Barcellona dal 24 al 27 Maggio.
Il festival di E-poetry ha luogo ogni due anni. La prima edizione si è tenuta a Buffalo (New York) nel 2001 ideata e curata da Loss Pequeño Glazier. E-poetry è un symposium e un festival artistico con numerose installazioni e performance che accoglie studiosi, ricercatori, artisti, poeti e scrittori provenienti da tutto il mondo ed interessati alla poesia elettronica. Quest'anno è giunto alla sua quinta edizione, precedentemente è stato ospitato, tra l'altro, anche a Londra e Parigi.
Alla sera, dopo una giornata di conferenze, tenutesi ogni giorno in luoghi diversi della città (dal CCCB - Centro della Cultura Contemporanea di Barcellona, al Caixaforum, all'università di Barcellona) poeti ed artisti digitali hanno presentato i loro ultimi lavori a contatto con un pubblico non esperto del settore, che è sembrato incuriosito e molto interessato a questo nuovo genere di creazioni, solitamente considerate proprie per un pubblico di nicchia.
Una mattinata di studi è stata interamente dedicata alla poesia elettronica italiana. Sono state ripercorse le tappe fondamentali della poesia elettronica italiana dalle sperimentazioni di video poesia e "poetronica" di Gianni Toti (1924-2007) al Tape Mark di Nanni Balestrini, una poesia generata da un computer anzi da un calcolatore IBM 7070, ancora si chiamavano così, nel 1961 e pubblicata l'anno dopo nell'Almanacco Letterario Bompiani con un ricco articolo esplicativo. _Fig. 1 Tape Mark di Nanni Balestrini_Tape Mark è uno dei primissimi (il primo in Italia) esperimenti di scrittura poetica creata da una macchina. I frammenti di testo da cui il computer partiva per generare il nuovo componimento poetico erano il Tao Te Ching, il Mistero dell'ascensore di Paul Goldwin, e il Diario di Hiroshima di Michihito Hachiya.
Si è anche parlato delle esperienze più recenti della poesia elettronica italiana, come, per esempio, le sperimentazioni dinamiche e tipografiche di Daniela Calisi . Durante questa sessione, inoltre, Raffaele Pinto, professore dell'università di Barcellona, ha presentato e spiegato il suo lavoro poetico, una sorta di e-Canzoniere (un Canzoniere on line). Pinto utilizza il social network facebook come piattaforma dove pubblicare e discutere con il suo pubblico, in modo democratico, i sonetti che compone. Pinto scrive normalmente un sonetto al giorno, ad oggi siamo al 229° sonetto, dopo ogni sonetto gli utenti di facebook suoi "amici" lasciano commenti, suggerimenti, idee a cui l'autore risponde sempre, creando così un rapporto aperto e diretto con i suoi lettori.
Era invitata a e-poetry anche, la più nota computer artista italiana: Caterina Davinio, che, tra le varie attività, cura per la Biennale di Venezia una sezione dedicata proprio alla poesia.
Le prime creazioni della Davino risalgono agli anni '90. Questa artista non è solamente una poetessa elettronica, in quanto usa differenti modi per creare. Tutte le sue opere sono digitali, ma si differenziano per forma e struttura. La Davino utilizza animazioni digitali, video poesia, testi digitali con incluse performance e video ( unendo differenti media e differenti sistemi semiotici ), net-poetry, eventi collaborativi che implicano anche l'uso di siti web, immagini digitali e video, eventi on line. Una delle caratteristiche della Davino è di rielaborare la materia usata per creare in una sorta di work-in-progress. L'intero lavoro della Davino si basa sull'idea che la comunicazione è la materia dell'arte.


*Giovanna di Rosario IN3 - Barcellona e Università di Jyväskylä (Finlandia)

LA LETTERATURA ELETTRONICA PER LA VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA ITALIANA

di Lisa Somma

Centro Studi Umanesimo & Tecnologia - La FABBRICA dell'IMMAGINARIO

1. Excursus

Con il progressivo costituirsi del brainframe 1 elettronico, la potente tecnologia culturale dell'alfabeto sta perdendo terreno sul piano della produzione e dell'interpretazione del significato. Il passaggio dalla cultura orale alla cultura alfabetica ha determinato la separazione del testo dal contesto, "le parole scritte sono isolate dal contesto in cui hanno origine quelle parlate. La scrittura è un'operazione solipsi-stica." 2 Il diffondersi dei sistemi elettronici di comunicazione ha generato una nuova mutazione antropologica, portatrice di una cultura dominata dall'" oralità secondaria , che ha sorprendenti somiglianze con quella più antica per la sua mistica partecipatoria, per il senso di comunità per la concentrazione sul presente e persino per l'utilizzazione delle formule" 3 , riconfigurazione mediata elettronicamente della percezione spazio-temporale e del rapporto individuo/contesto, in chiave collettiva e connettiva. Oltre che nella sfera dell'esperienza e dell'identità, il nuovo sistema culturale sta elaborando innovazioni sostanziali nel linguaggio, destinate ad influenzare i processi creativi di ogni forma d'arte. In particolare, la dimensione reticolare, la flessibilità (apparente) delle architetture iper- testuali e il ridimensionamento della dominanza verbale costituiscono una sfida verso le forme tradizionali di narrativa e invitano alla definizione di un nuovo statuto letterario. Le costanti formali dei Modelli di Letteratura Elettronica sono riconducibili a tre aspetti caratteristici: la presenza di una strut- tura narrativa reticolare, la costante ridefinizione del ruolo di produttore/consumatore di contenuti e l'evidente ridimensionamento della dominanza verbale. La letteratura elettronica abbandona la linearità sequenziale della struttura narrativa testuale in luogo di una organizzazione reticolare di unità autonome di contenuto. Le unità di contenuto sono delle microstrutture al cui interno sono armonizzati riferimenti intratestuali alla matrice narrativa ed elementi di sviluppo, tali da giustificarne l'indipendenza narrativa. Questo tipo di struttura a rete, svincolata dallo sviluppo unidirezionale, richiede uno "stile orchestrale" 4 , una regia narrativa capace di gestire con efficacia le unità letterarie componenti la partitura generale. Gli elementi di sviluppo e i rimandi dovranno entrambi sostanziare la coerenza dell'opera, in quanto sarà venuta a mancare la coesione derivata dall'unità della trama. Inoltre, caratterizzazione dei personaggi, ambientazione, piani di focalizzazione non sono più fattori di interpretazione narratologica, così come i livelli di coinvolgimento propri dell'intreccio lineare devono essere ripensati in funzione di un rinnovato rapporto autore/lettore, in chiave interattiva e collaborativa. Da sempre la letteratura richiede un altis- simo livello di collaborazione da parte del lettore che coordina facoltà immaginativa, conoscenze e competenze con le indicazioni ricevute dall'autore. La lettura attiva di un testo comporta interattività e provoca un processo ipertestuale non elettronico. Dunque cosa cambia concretamente nel rapporto autore/lettore, produttore/consumatore di contenuti?   Una prima risposta è che l'ipertesto è tattile ed immersivo. Un "lettore" elettronico, piut- tosto che essere esterno alla rappresentazione letteraria sta navigando le connessioni tra unità narrative, scegliendo tra le possibili rotte intratestuali predisposte dall'autore. "Stiamo diventando veri abitanti di ambienti elettroni- camente mediati piuttosto che meri utenti di strumenti computazionali". 5 La letteratura elettronica non si legge come un libro ne si guarda come la televisione. Nella Letteratura elettronica ci si entra, il lettore è esso stesso una variabile narrativa, un agente interno cui si richiede di attivare un livello percettivo complesso, estetico intellet- tuale e fisico al tempo stesso. Con la pratica della scrittura elettronica sopravviene una forma di lettura ergonomica. Abbandonata la coesione sequenziale del libro, ogni frammento narrativo può essere collegato e ricombinato in modo diverso, per cui l'atto del leggere implica una produzione testuale autonoma. L'asimmetria del rapporto autore/lettore trova un nuovo equilibrio, "ogni lettura genera un libro diverso, creato dal ricevente e non più fissato immutabilmente dall'emittente. Dunque se l'opera non è più unica e stabile, perché ogni ipertesto può dare luogo a molteplici opere lette, allora anche il suo autore è un po' meno autore. Il lettore si prende una libertà e un potere che prima gli erano negati." 6 A tali considerazioni si deve aggiungere un ulteriore elemento: in molti dei più interes- santi modelli di letteratura elettronica la collaborazione richiesta al lettore, oltre che risiedere nell'atto della navigazione, viene spinta in direzione della produzione di contenuto, una modalità di composizione definita scrittura collaborativa, in cui la matrice narrativa è impostata dall'autore e resa complessa ed articolata altri scrittori o da gruppi di lettori/utenti. La formula della scrittura collaborativa è adottata frequentemente e con considerevoli risultati anche in sede di didattica dei processi narrativi elettronici, una corrispondenza tra metodologia di apprendimento e modalità espressiva che ci appare estremamente indicata visto che nella sfera della letteratura elettronica il processo di alfabetizzazione spesso coincide con la creazione dell'alfabeto. Sul piano dei mutamenti più significativi introdotti dalla letteratura elettronica in merito al rapporto autore/lettore, infine, occorre considerare che la mutazione è talmente radicale da investire e innovare tanto la relazione tra le parti, quanto l'identità e il ruolo dell'autore, in quanto produttore di contenuti. La scrittura testuale, abbiamo detto in precedenza, è un'azione compiuta in solitudine, la scrittura elettronica richiede competenze e capacità creative così diverse da obbligare alla collaborazione a più mani; motivo per il quale dalla figura dello scrittore-autore si passa alla quella di scrittore-regista. Lo scrittore-regista deve saper gestire la complessità, strutturando la matrice narrativa, producendo contenuti originali, dosando la compresenza di linguaggi diversi, immaginando gli usi più spinti dei software, prevedendo una distribuzione su dispositivi digitali integrati, scegliendo e sapendo dialogare con tutte le differenti risorse umane (produttori di contenuti umanistici e tecnologici) necessarie alla creazione dell'opera letteraria elettronica. Proprio la figura dello scrittore-regista introduce l'ultimo degli aspetti che caratterizzano la letteratura elettronica: il ridimensionamento della dominante verbale. L'autore elettronico condivide con il regista cinematografico la necessità di controllare contemporaneamente strategie narrative, risorse umane, mezzi tecnologici e molteplicità di linguaggi. Sulla pagina bianca dello scrittore si materializzano flussi di bit, visioni digitali di

immagini sincretiche, colonne sonore elettroniche e suoni ambientali, voci sconosciute di personaggi appena creati, parole come icone. Nella letteratura elettronica il testo scritto, iconizzato dal trattamento grafico, implode, cerca la sintesi aforistica, impara a convivere con altre forme espressive, producendo un linguaggio ricombinato dalla numerizzazione del digitale, che deve sempre più allontanarsi dalla logica del testo narrativo, sfruttare in pieno le opportunità offerte dalla tecnologia all'immaginario, cercare nel dinamismo della struttura reticolare, nell'interazione, nella natu- ralizzazione delle interfacce e nella connettività emotiva la maturazione della propria funzione poetica, creando la grammatica e la sintassi di una nuova forma artistica.

 

2. Correnti Letterarie Elettroniche

Sul piano internazionale, la letteratura elettronica contemporanea si sta sviluppando prevalentemente in tre differenti correnti che più che essere movimenti artistici formali si configurano come sperimentazioni di genere contenutistico: poetry, fiction e no-fiction. In America, Francia, Germania ed Inghilterra la critica letteraria pone molta attenzione agli sviluppi della produzione narrativa elettronica e consorzi partecipati da imprese e università ne sostengono la ricerca. Organizzazioni come la Electronic Literature Organization www.eliterature.org , la Frankfurt Book Fair

www.literatureawards.com/frankfurtebookawards.htm, la Bibliotèque Publique d'Information del Centre Pompidou (www.bpi.fr), la trAce Online Writing Centre (http://trace.ntu.ac.uk) creano occasioni d'incontro tra autori, esperti ed editori, organizzano convegni, laboratori, aggiornamenti sui migliori software, supportano i processi creativi, promuovono gli scrittori e le opere più interessanti. Lo scenario della letteratura elettronica internazionale presenta elementi di forte originalità compositiva, sorretti da un'indiscutibile maturità tecnologica. Le sperimentazioni più coraggiose, e a nostro parere più produttive in direzione della nuova poetica elettronica, sono condotte da quegli scrittori che gradualmente vincono la nostalgia della parola e si spingono oltre le frontiere della testualità, verso la Enhanced Literature, la letteratura "aumentata" dall'incursione espressiva dei linguaggi visivi e sonori, da ingegnerie di programmazione minimaliste che sfumano l'impatto tecnologico in interfacce intuitive, leggere.

Il clic del mouse sostituisce il frusciare della pagina, sullo schermo immagini e suoni si alternano a brevi aforismi, distillati di parole su cui il lettore può indugiare prima di far ripartire l'avventura narrativa con il prossimo link. La parabola degli stili letterari offre esempi estremamente diversificati e va da modelli prevalentemente testuali alle opere di letteratura aumentata, appena descritti. I modelli a prevalenza testuale sono chiamati ebook, mere trasposizione elettroniche di un contenuto di testo, che si differenziano dal libro esclusivamente per il tipo di supporto di lettura, per la presenza di un dizionario consultabile sincronicamente alla lettura e per una funzione di ricerca interna al testo che offre la possibilità di trovare rapidamente un particolare passaggio o una singola parola. I software più affermati che permettono il download dei testi elettronici sono Adobe ebook Reader e Microsoft eReader . Nella prossima versione questi programmi consentiranno di utilizzare il commento sonoro del testo, pertanto l'ebook somiglierà sempre più ad un audiolibro, distribuito via Internet. Questo tipo di formato elettronico è indicato per i generi no-fiction, saggistica e letteratura scientifica. Con la poesia elettronica il testo si conferma quale linguaggio portante ma la parola è diventata icona, connotata nella visività, valorizzata nella scelta dei caratteri, e significante nei rapporti di proporzione. Il testo non è statico, diventa inquieto, recuperando talvolta l'oralità e realizzando in ambiente elettronico le teorie più radicali delle avanguardie artistiche novecentesche. "Con i dadaisti, dalla parvenza attraente o dalla formazione sonora capace di convincere, l'opera d'arte diventò un proiettile. Assunse una qualità tattile." 7 La narrativa elettronica presenta due diverse linee compositive, da un lato la letteratura generativa, che si concentrata sulle modalità elettroniche di produzione di contenuti, dall'altro la letteratura ipermediale, la letteratura aumentata dai linguaggi visivi e sonori.

La letteratura generativa investiga le regole di creazione testuale attraverso l'utilizzo pragmatico di particolari software. L'autore programma variabili e algoritmi di una funzione mentre il software elaborerà il codice e produrrà il testo. Dall'autore-regista si giunge così all'autore-programmatore, A chi sia interessato a questa dimensione cibernetica dello scrittore consigliamo visitare il sito di Jean Pierre Balpe, dell'Università VII di Parigi (www.trajectoires.com) e il sito italiano www.ilsognodieliza.com). Sul fronte della letteratura ipermediale, dopo avere tentato la strada (fallimentare) del romanzo ipertestuale, alcuni autori hanno iniziato a comporre unità narrative che addensano linguaggi multipli, ad applicare alla struttura reticolare dell'ipertesto elementi linguistici dalla tradizione narrativa cinematografica (e televisiva dei videoclip), a contaminare la pagina elettronica con la realtà della fotografia e corrompere l'algida computer-grafica con texure pittoriche. A questa corrente, la più feconda in temini di innovazione linguistica e formale, la sola cui daremo il titolo di letteratura aumentata, appartengono artisti visivi, scrittori e musicisti come   Marjorie Luesebrink, che con lo pseudonimo di M. D. Coverley firma l'opera ipermediale Califia , Juliet Martin con Can you see me through the computer , Christine Baczewska, autrice del poema audiovisivo Vocabulary (Turbulence) , Christy Sheffield Sanford, pubblicata tanto a stampa quento sul web e di cui segnaliamo in particolare Pre-Raphaelite Dreams of Violette Poole . Questi autori intendono la scrittura elettronica con un'accezione compositiva che coinvolge tutti i linguaggi, "in the last five years, though, the "hypertextual" electronic literature has seen the blossoming of yet another subset - that of hypermedia. Hypermedia literature usually has a multilinear form, but also uses graphics, sound, animation, or video as part of the content" dichiara in un'intervista Marjorie Luesebrink. La letteratura ipermediale, alla ricerca di un nuovo statuto letterario, di una sintassi elettronica e di un alfabeto digitale, rappresenta la più recente frontiera espressiva, una forma artistica allo stadio evolutivo che conferma potenza tecnologica della scrittura e diventa interfaccia culturale tra civiltà alfabetica e società digitale. 8

3. Il Progetto

Il Centro Studi Umanesimo & Tecnologia La FABBRICA dell'IMMAGINARIO sta sviluppando una ricerca applicata alla produzione sperimentale di Modelli di Letteratura Elettronica, basati su Crossing Media Languages . In una prospettiva glocal l'effetto di globalizzazione generato dalla potente convergenza tecnologica deve essere bilanciato dalla valorizzazione dell'identità linguistica e culturale locale. L'obiettivo prioritario della ricerca proposta dal Centro Studi Umanesimo & Tecnologia La FABBRICA dell'IMMAGINARIO è la creazione di nuovi modelli di letteratura elettronica, mirati alla promozione e alla diffusione della Lingua e della Cultura Italiana. Pur essendo un settore strategico della cultura digitale ed un potente veicolo espressivo linguistico e culturale, la letteratura elettronica in lingua italiana presenta tratti di immaturità. Considerato che in questo campo il processo di alfabetizzazione coincide con la creazione dell'alfabeto si propone la sperimentazione di un sistema di produzione narrativa semi-automatizzato, utilizzando la metodologia di apprendimento-produzione della scrittura collaborativa, basata sull'accesso ad un database di contenuti narrativi (Narrabase) e da percorsi di scrittura guidata (Visual Ki e Letteratura Ipermediale web-based). In prospettiva, si intende sperimentare questo modello di scrittura elettronica anche in direzione dell'apprendimento a distanza della lingua e della cultura italiana, diretto tanto a utenti di origine italiana (comunità italiana internazionale) che di   lingua e cultura straniera. NARRABASE è un database di contenuti narrativi (testuali, visivi e sonori), progettato come un archivio a struttura lessicale multimediale. L'accesso ai contenuti (in modalità up-load e down-load) consente di elaborare composizioni letterarie ipermediali, combinando gli elementi secondo modelli dati di scrittura "guidata". I modelli di scrittura guidata previsti dal progetto tengono conto della convergenza tecnologica del digitale e sfruttano sistemi di telefonia integrata e Web. VISUAL-KI è un progetto di E-SMS evoluti, destinato alla piattaforma di telefonia integrata UMTS, sviluppato dal ricercatore del Centro Studi U&T Marco Salvia, che nasce dall'esigenza di proteggere la lingua dalle inevitabili "corruzioni" alle quali viene esposta dalle nuove tecnologie di sintesi comunicativa del messaggio (SMS e e-mail). Il progetto prevede l'utilizzo di un percorso di scrittura guidata, basato su una struttura metrica data, di derivazione poetica (es. l'endecasillabo) per la composizione di messaggi multimediali, completi dal punto di vista dell'espressività linguistica ed emotiva, senza tuttavia compromettere la facilità di utilizzo del media.

1. De Kerckhove D., BRAINFRAMES. Mente, tecnologia, mercato, Baskerville, Bologna 1993

2. Ong W.J. ORALITA' E SCRITTURA Il Mulino, Bologna 1986

3. Ong W.J.   op.cit.

4. "L'analogia non è altro che l'amore profondo che col- lega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili. Solo per mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo policromo, polifonico e polimorfo, può abbracciare la vita della materia." , teorizza nel 1912 Filippo Tommaso Marinetti nel MANIFESTO TECNICO DELLA LETTERATURA FUTURISTA1 De Kerckhove D., BRAINFRAMES. Mente, tecnologia, mercato, Baskerville, Bologna 1993

5. Mitchell W. E-TOPIA The MIT Press, Cambridge, 1999

6. Carlini F. LO STILE DEL WEB Giulio Einaudi Editore,Torino, 1999

7. Benjamin W. L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITA' TECNICA Einaudi Editore, Torino, 1966

8. "A hypertextual viewing style would be one where the reader/participant actively clicks their way into new writing or textual spaces (at this point we would expand the concept of writing to include all manner of text, graphics, moving pictures, sound, animation, 3-D modeling, etc.). Hypertext, as a more narratologically-minded (fictionally-generated) clickual reading/viewing style, could be construed as kind of Writing Machine." Mark Amerika in HTC www.grammatron.com

LETTERATURA IPERMEDIALE WEB BASED è il modello utilizzato dal format di narrativa elettronica per la diffusione via Internet della lingua e della cultura italiana, realizzato per la Provincia di Napoli dal Centro Studi Umanesimo & Tecnologia La FABBRICA dell'IMMAGINARIO, che viene proposto come modello guidato di scrittura elettronica iperme- diale per il Web e come vettore di conoscenza della lingua e della cultura italiana nel mondo.

BIBLIOGRAFIA ELETTRONICA

Letteratura Elettronica

POESIA

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Critica Letteraria

http://www.eliterature.org/state/index.shtml

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http://www.ucm.es/info/especulo/hipertul/